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Scuole

Il PEI: da adempimento a strumento di inclusione

12 ottobre 2026Per Insegnanti, Educatori

Ogni anno la compilazione del Piano Educativo Individualizzato porta con sé dubbi e domande. Il rischio è viverlo come un modulo da riempire, mentre può diventare il centro del lavoro di inclusione.

Tutto parte dall’osservazione. Prima di scrivere obiettivi occorre conoscere il bambino: i suoi bisogni, i punti di forza, le fragilità, il modo in cui sta nell’ambiente e nel gruppo. È un principio profondamente montessoriano: guardare il bambino per com’è, non per come dovrebbe essere.

Il secondo passo è il confronto. Un buon PEI nasce dal dialogo tra famiglia, insegnanti di sezione e di sostegno, educatori e specialisti. Ognuno vede una parte del bambino, e solo insieme si ottiene un quadro completo.

Solo a questo punto si definiscono obiettivi realistici, strategie, strumenti e criteri di valutazione. Qui la pedagogia Montessori offre molto: l’ambiente preparato, i materiali che permettono l’autocorrezione, il rispetto dei tempi individuali sono già strategie inclusive, utili a tutta la classe.

Negli incontri “Il PEI… e poi?” accompagniamo insegnanti ed educatori proprio in questo passaggio, con esempi pratici, perché il PEI diventi uno strumento che guida davvero il lavoro di ogni giorno.

Foto dell'articolo «Il PEI: da adempimento a strumento di inclusione»

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